Curarsi senza paura, con un approccio graduale
La paura del dentista è comune ed è un limite che si può superare, insieme, attraverso protocolli di sedazione cosciente — il termine tecnico è ansiolisi. È molto più di una singola tecnica: è un modo nuovo di concepire le cure.
Richiedi una valutazionePrima la relazione. Poi, se serve, la sedazione cosciente.
Un ambiente accogliente, ascolto attivo e partecipato, spiegazioni chiare e tempi rispettati riducono l'ansia già di per sé. L'approccio non farmacologico — empatico, non aggressivo, centrato sulla persona e sul suo senso di controllo — è il primo strumento e la base di ogni percorso. Solo quando serve si aggiunge, in modo graduale, un supporto farmacologico.
Relazione e tecniche non farmacologiche
Il fondamento di ogni trattamento. Senza relazione non può esserci fiducia. Se non ci si fida non ci si può affidare, e intraprendere un percorso di cura. La maggior parte dei pazienti ansiosi risolve le proprie problematiche sperimentando un approccio clinico consapevole e mirato alla riduzione dell'ansia (iatrosedazione). Queste modalità di approccio sono utili con qualunque paziente, perché volte al rispetto dell'individuo/paziente, che sentendosi accolto ed accompagnato attraverso il percorso di cure, sperimenta un ritrovato piacere nel prendersi cura della propria salute orale.
Sedazione cosciente inalatoria
In alcuni casi, all'approccio relazionale, si può accompagnare l'utilizzo di farmaci inalati (respirati) attraverso una mascherina nasale, in miscelazione con ossigeno. Questo tipo di sedazione cosciente (che utilizza una miscela di protossido d'azoto ed ossigeno) è soprattutto indicata nei pazienti pediatrici, nei pazienti moderatamente ansiosi e nei pazienti con gag reflex, ovvero uno stimolo di conato scatenato dalle manovre odontoiatriche.
Ansiolisi endovenosa
Qualora il caso lo richiedesse, attraverso la somministrazione di farmaci per via endovenosa è possibile ottenere un livello di ansiolisi anche in pazienti con alti livelli di ansia. In ogni momento la coscienza è mantenuta, quindi il paziente è sveglio, i parametri sono monitorizzati (pressione sanguigna, frequenza cardiaca, ossigenazione del sangue) e l'effetto del farmaco assieme ad un contesto relazionale appropriato genera una spiccata tranquillità nel paziente.
Anestesia generale
Riservata a pochi casi selezionati, per esempio pazienti con gravi deficit cognitivo-comportamentali, e sempre in struttura idonea (day hospital o ricovero). In questo caso non si parla più di ansiolisi né di sedazione cosciente.
La tecnica adatta si sceglie caso per caso, in funzione dell'intervento e delle condizioni di salute, dopo una valutazione preliminare e nel rispetto dei requisiti e delle autorizzazioni sanitarie previsti per ciascuna metodica. Nessun approccio è adatto a tutti: l'obiettivo è individuare quello giusto per la singola persona, in sicurezza.
Riferimenti: LG AISOD 2025, Legge Gelli-Bianco, D.M. 2 aprile 2015.
Che cos'è la sedazione cosciente? È come l'anestesia totale?
No. Nella sedazione cosciente (tecnicamente ansiolisi) si resta svegli, rilassati e collaboranti, e si respira autonomamente. Nell'anestesia generale, invece, si è addormentati: è un'opzione riservata a casi specifici, eseguita in una struttura idonea (day hospital o ricovero).
La sedazione cosciente è sicura?
Le tecniche di sedazione cosciente sono considerate sicure quando sono eseguite da personale debitamente formato in sedazione cosciente e nella gestione delle emergenze, quando sono correttamente indicate, precedute da valutazione clinica e anamnesi, e applicate nel rispetto dei requisiti e delle autorizzazioni previsti. La metodica adatta si stabilisce sempre caso per caso.
Per quali situazioni è indicata?
Paura o fobia del dentista, interventi di chirurgia orale, riflesso del vomito accentuato (gag reflex), sedute lunghe o articolate, pazienti con particolari esigenze.
Si possono affrontare più interventi in un'unica seduta?
In alcuni casi sì: la sedazione cosciente può rendere più agevoli sedute più lunghe. La pianificazione dipende dall'intervento e dalle condizioni del paziente, e si definisce dopo la valutazione.