Matteo MeliniOdontoiatra · Chirurgo orale
—Trattamenti · Chirurgia orale

Denti del giudizio

Quando valutarne l'estrazione, come si svolge l'intervento e quali sono i rischi da conoscere prima di decidere.

01Cosa sono

I denti del giudizio, o terzi molari, sono gli ultimi denti a comparire in bocca, di solito tra la tarda adolescenza e i 25 anni circa. Spesso non trovano spazio sufficiente nell'arcata.

Possono restare inclusi, cioè completamente o parzialmente coperti da osso e gengiva, oppure erompere con difficoltà (disodontiasi), favorendo infiammazioni e accumulo di placca.

02Quando si valuta l'estrazione

— episodi ripetuti di pericoronite, l'infiammazione della gengiva che ricopre parzialmente il dente;

— carie del dente del giudizio o del secondo molare vicino, non trattabili in altro modo;

— cisti o altre lesioni associate al dente incluso;

— danno al dente vicino o problemi parodontali nella zona;

— esigenze specifiche legate a trattamenti ortodontici, protesici o chirurgici.

Un dente del giudizio che non dà disturbi e non è associato a patologie non va necessariamente tolto: una revisione Cochrane ha concluso che le prove a favore dell'estrazione preventiva di routine sono insufficienti. La scelta si fa caso per caso.

03La valutazione

La valutazione parte dall'anamnesi e dall'esame clinico, con una radiografia panoramica (ortopantomografia). Quando le radici sono vicine al nervo alveolare inferiore, che dà sensibilità a labbro e mento, può essere indicata una tomografia tridimensionale (CBCT) per pianificare l'intervento con precisione.

Nei casi selezionati ad alto rischio per il nervo, un'alternativa all'estrazione completa è la coronectomia: si rimuove la corona del dente lasciando in sede le radici, così da ridurre il rischio di lesione nervosa.

04L'intervento
01

Anestesia

L'intervento si esegue in anestesia locale. Nei pazienti con ansia odontoiatrica o negli interventi più impegnativi si può ricorrere alla sedazione cosciente, nei limiti autorizzativi della struttura in cui si opera.

02

Estrazione

A seconda della posizione del dente si incide la gengiva, si rimuove la quantità di osso necessaria e, se utile, si divide il dente in più parti per estrarlo con il minimo trauma.

03

Sutura

La ferita viene chiusa con punti di sutura, riassorbibili o da rimuovere al controllo.

04

Durata

Variabile: da pochi minuti per un dente già erotto a tempi più lunghi per un dente profondamente incluso.

05Rischi da conoscere

Dopo l'intervento sono frequenti e transitori gonfiore, dolore e difficoltà ad aprire la bocca. Tra le complicanze possibili ci sono il sanguinamento, l'infezione e l'alveolite, un'infiammazione dolorosa dell'alveolo che si presenta di solito tra il secondo e il quarto giorno.

Per i denti del giudizio inferiori esiste un rischio di lesione del nervo alveolare inferiore o del nervo linguale, con alterazione della sensibilità di labbro, mento o lingua: nella maggior parte dei casi è temporanea, raramente permanente. La probabilità dipende dalla posizione del dente e dal suo rapporto con il nervo, e viene discussa con il paziente prima dell'intervento.

06Ricerca

Il Dott. Melini è primo autore della revisione sistematica Conscious sedation for the management of dental anxiety in third molar extraction surgery (BMC Oral Health, 2020), dedicata alla gestione dell'ansia nella chirurgia dei terzi molari.

07Domande frequenti
I denti del giudizio vanno sempre tolti?

No. Un dente del giudizio che non dà disturbi e non è associato a patologie non va necessariamente estratto: le prove a favore dell'estrazione preventiva di routine sono insufficienti. La decisione si prende caso per caso, dopo un esame clinico e radiografico, e può prevedere un semplice monitoraggio nel tempo.

Quanto dura il recupero dopo l'estrazione?

Gonfiore e fastidio raggiungono di norma il massimo intorno al secondo-terzo giorno e poi si riducono. Per qualche giorno è indicata una dieta morbida; le indicazioni complete sono nella pagina dedicata al post-operatorio.

Si può estrarre un dente del giudizio in sedazione cosciente?

Sì, nei pazienti con ansia odontoiatrica o negli interventi più impegnativi l'estrazione può essere eseguita con il supporto della sedazione cosciente, nei limiti autorizzativi della struttura in cui si opera. Il Dott. Melini è primo autore di una revisione sistematica proprio sulla sedazione cosciente nella chirurgia del terzo molare.

08Dopo l'intervento

Indicazioni generali per i giorni successivi all'estrazione.

Istruzioni dopo l'estrazioneChirurgia orale
Nota

Le informazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e non sostituiscono una visita specialistica: indicazione e tecnica si definiscono sul singolo caso, dopo un'attenta valutazione clinica. Ultima revisione: ottobre 2026.

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